CAPPADOCIA

Il nome Cappadocia, dall’etimologia incerta, è una regione dal paesaggio mutevole, con vaste pianure e struggenti paesaggi, posta all’interno dell’altopiano anatolico a 1.000 metri d'altitudine nell'Anatalia centrale, è il risultato della paziente opera (durata qualche milione di anni) di Madre Natura, complici due vulcani assopiti da tempo. Dapprima rifugio di anacoreti ed eremiti cristiani, poi di intere popolazioni che scavarono le loro abitazioni nel tufo, la zona si è trasformata in epoca bizantina in uno straordinario universo rupestre. La più popolata era la valle di Goreme, dove sono state censite 365 chiese, alcune delle quali splendidamente affrescate. 

Le violente eruzioni dei vulcani Monte Erciyes (m 3.916) e Monte Hasan (m 3.268), avvenute tre milioni di anni fa, avevano ricoperto l'altopiano intorno a Nevsehir con tufo, una polvere composta da lava, cenere e fango. I venti e le Piogge, erodendo queste rocce friabili, hanno creato dei paesaggi surrealistici spettacolari di rocce a forma di sono, di pinnacoli, di burroni scoscesi, dipinti con dei toni che variano dal rosso all'oro e dal verde al grigio.


Le città sotterranee di Kaymakli, Derinkuyu, Mazi, Ozkonak e Tatlarin furono tutte utilizzate dai cristiani nel VII sec. per sfuggire dalle persecuzioni. Rifugiandosi in queste città ben nascocte, i cristiani evitarono il confltto iconoclastico con Bisanzio e le invasioni. Queste città avevano depositi per il grano, stalle, camere da letto, cucine e condutture d'aria. Oggi esse sono ben illuminate e costituiscono la parte eccenziale e più affascinante di una gita in Cappadocia.

Il Museo all'aria aperta di Goreme, un complesso monastico di chiese e cappelle rupestri tappezzate di affreschi, è uno dei siti più famosi della Turchia. La maggior parte delle cappelle sono datate dal X al XIII secolo, periodo bizantino e selgiuchide, e sono costruite su un piano a forma di croce, la cui cupola centrale è corretta da quattro colonne. Nelle navate laterali di molte chiese ci sono delle tombe rupestri. Tra le chiese più famose di Goreme, citiamo la Chiesa di Elmali, la più recente e la più piccola del gruppo, la Chiesa Yilanli (Chiesa coi serpenti) con affascinanti affreschi dei dannati tra le spire di serpenti, la Chiesa di Santa Barbara e la Chiesa di Carikli. A breve distanza da questo gruppo centrale abbiamo la Chiesa di Tokali, o Chiesa della Fibbia, con bellissimi affreschi di scene tratte dal Nuovo Testamento.

Salendo lungo la gradinata fino in cima alla Fortezza di Uchisar, potrete godere di una magnifica vista panoramica di tutta la regione sottostante.

Sulla strada Nevsehir-Urgup, non perdete l'occasione di vedere Ortahisar, con la sua fortezza rupestre. Le chiese della valle di Balkan sono tra le più antiche della regione di Goreme. Nella vicina Valle di Hallac, l'omonimo monastero offre alla vista delle bellissime decorazioni murali del X e XI secolo.

A nord di Ortahisar, la Valle di Kizilcukur è di una bellezza strabiliante, soprattutto al tramonto.


A km 4 a nord di Urgup si trova la meravigliosa Valle di Devrent, dove il tempo ha eroso la roccia formando dei picchi, dei coni e degli obelischi soprannominati “Camini di Fata” (Peri Bacalari).

Un’altra delle piccole città che colpiscono nella regione è Avanos, a quindici chilometri da Nevsehir. E’ famosa per le sue ceramiche.

Dopo Avanos, in direzione sud si giunge ad un interessante caravanserraglio selgiuchide, il caravanserraglio Sarihan.

A Cavusin, sulla strada a nord di Goreme, si trovano una chiesa con una triplice abside ed il Monastero di San Giovanni Battista. Nella città stessa vi sono cappelle e chiese; qualcuna delle abitazioni rupestri è pure abitata. Camini di Fate fiancheggiano la strada da Cavusin a Zelve. Sfortunatamente, è pericoloso visitare le chiese di questa valle, perchè l'erosione ha causato dei danni non visibili e determinati.

Lasciata la città, dirigendovi verso il sud, raggiungerete la simpatica e isolata Valle di Pancarlik, dove vi fermerete per visitare una chiesa del XII secolo con i suoi splendidi affreschi, come pure la Chiesa di Kepez del X secolo. Continuando verso il tipico villaggio di Mustafapasa (Sinasos), le tradizionali case di pietra con le fasciate scolpite vi trasporteranno in un'altra epoca.

La valle di Ihlara è infine un’altra bellezza straordinaria della Cappadocia. Si tratta di un canyon lungo e profondo, attraversato da un corso d’acqua. Nella valle ci sono 4000 grotte e 105 tra chiese e cappelle. Fra le prime, le più significative di certo sono la Yilanli kilise (la Chiesa del Serpente) e la Chiesa di san Giorgio.

Soganli, a km 50 a sud di Urgup, è una valle pittoresca con innumerevoli cappelle, chiese, sale, case e tombe. Gli affrecchi dall'VIII al XIII secolo tracciano lo sviluppo della pittura bizantina.

Il 14 agosto, chi si trova a passare per l'antica città di Hacibektas (venti minuti di macchina a nord di Gulsehir, in Cappadocia), troverà aria di festa e grande folla di fedeli. Si tratta dell'ultima cerimonia superstite in una lunga tradizione. Hacibektas deve il suo nome al grande capo sufita Haci Bektas Veli, fondatore dell'ordine dei Bektashi, che fino a un paio di secoli orsono ebbe numerosissimi seguaci. La comunità, sostenitrice di un islamismo tollerante e aperto, ha ancor oggi la sua sede qui, dove è sepolto il santo fondatore e dove un convento conserva ancora testimonianze della vita quotidiana delle confraternite.

Source: Republic of Turkey,Ministry of Culture and Tourism

 

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